In Luce Marina, l’artista si immerge nelle profondità dell’inconscio e della natura, offrendo una visione intensamente lirica e stratificata. Il supporto circolare – cifra distintiva della collezione Sinfonie Rotonde – diventa qui un abisso senza fine, un fondale marino in cui la luce, lontana ma presente, guida la composizione come una promessa di salvezza.
La tavolozza si sviluppa verticalmente dal basso verso l’alto, come un moto ascensionale. Nei bordi più esterni, le tonalità cupe – verdi profondi, bruni terrosi – evocano la densità degli abissi, il mistero delle zone sommerse, cariche di silenzio e gravità. Ma man mano che lo sguardo si sposta verso il centro, compare un bagliore vitale: tonalità salmone, velature bronzee, accenni caldi che si fanno sempre più chiari, fino a culminare in una fenditura centrale bianca, abbagliante, quasi metafisica.
Questa “spaccatura” luminosa non è solo un elemento compositivo: è un simbolo. È l’irruzione della speranza, della verità, della libertà in un mondo opprimente. Come un miraggio marino, o una via di fuga spirituale, questa luce nel cuore dell’oscurità restituisce una visione fortemente emotiva: nell’abisso, c’è la possibilità dell’illuminazione.
Luce Marina è quindi un viaggio pittorico ma anche esistenziale. L’opera si muove tra materia e spirito, tra oppressione e apertura, in un equilibrio raffinato di densità e leggerezza. L’inserimento della funzione d’uso (come tavolo) non ne sminuisce il valore concettuale, ma ne amplia la portata: la luce, simbolicamente, entra nella quotidianità.
Con una poetica visiva che richiama le atmosfere marine di Turner ma filtrata da una sensibilità contemporanea e personale, l’artista costruisce un mondo immersivo e contemplativo, capace di restituire al fruitore non solo un’immagine, ma un’esperienza.