“Al Vento dell’Infinito” nasce dal desiderio di raccontare il senso di libertà profonda che si prova quando ci si affida al vento, al mare, e all’ignoto. In questo dittico ho voluto creare un viaggio visivo, un momento sospeso tra cielo e acqua, dove le vele — leggere come respiri — si lasciano trasportare, senza resistenza, in un dialogo silenzioso con la natura.
Quando dipingo, cerco di non rappresentare solo ciò che vedo, ma ciò che sento. Le mie vele non sono semplici imbarcazioni, ma simboli: del movimento interiore, della ricerca, della fiducia nel fluire. Il vento che le spinge è lo stesso che ci muove dentro, quando troviamo il coraggio di lasciar andare.
La scelta dei colori — dalle profondità del blu agli azzurri cangianti fino alle nuvole luminose — vuole trasmettere un senso di vastità e respiro. Non c’è un confine netto tra cielo e mare: tutto si fonde, come spesso accade tra realtà e immaginazione, tra ciò che viviamo e ciò che sogniamo.
Questo lavoro per me è anche un invito: a mollare gli ormeggi, a lasciarsi portare, a seguire la corrente del proprio sentire. È un omaggio alla leggerezza e alla forza che convivono in ognuno di noi, proprio come in ogni viaggio autentico.