Ci sono rotte che non si vedono, ma si sentono.
Non sono segnate sulle mappe, ma ci guidano con forza silenziosa
verso luoghi interiori, verso ciò che siamo davvero.
In quest’opera ho voluto raccontare un viaggio.
Un viaggio che attraversa elementi in tumulto —
un cielo che esplode come un’emozione trattenuta troppo a lungo,
un mare che pulsa di vita,
e vele trasparenti che non navigano davvero… ma esistono.
Come idee, come intuizioni.
Il movimento è suggerito, non imposto.
Le traiettorie sono fluide, indefinite, come lo sono spesso le scelte che contano.
Rotte Invisibili è un invito a fidarsi dell’invisibile.
A lasciarsi attraversare dal caos per trovare, dentro di sé,
una direzione.