Con Universo, l’artista esplora la pittura come atto cosmico e contemplativo, scegliendo una forma circolare che esclude l’inizio e la fine, restituendo la perfezione simbolica del ciclo, della totalità, dell’infinito. L’opera, che fa parte della collezione Sinfonie Rotonde, si presenta come una mappa emozionale dell’universo: non una rappresentazione astronomica, ma una visione interiore, pulsante, in cui ogni strato cromatico è una vibrazione dell’essere.
I verdi, stesi in velature successive e animate da variazioni tonali profonde, suggeriscono la vita, la materia in evoluzione, la densità del cosmo. L’oro, applicato con intensità sapiente, introduce una dimensione sacrale, luminosa, quasi alchemica: una presenza che trasfigura il quadro in icona. Al centro, o come fenditura tra i piani, compare uno spiraglio bianco – una fessura cosmica – che rompe l’unità apparente, aprendo un varco verso l’altrove. È un elemento di rottura, ma anche di rivelazione: la luce oltre la materia, la possibilità oltre il conosciuto.
La superficie, pur concepita come opera d’arte autonoma, è anche pensata come elemento funzionale: un tavolo, un piano d’appoggio che trasforma l’esperienza artistica in gesto quotidiano. Ma l’artista non banalizza, anzi: eleva l’oggetto d’uso a totem domestico, inserendo l’universo nella sfera del vivere. In questo modo, la fruizione dell’opera si amplifica: Universo diventa esperienza tattile, ambientale, quotidiana, mantenendo intatta la sua carica simbolica.
Opera profondamente materica e spirituale al tempo stesso, Universo riassume il senso stesso del fare artistico come atto di creazione: un mondo che nasce dalla tela e ritorna all’osservatore come intuizione di infinito.